Resoconto del corso di Reggio Emilia

Leggi il resoconto del corso di registrazione e codifica dei tumori emolinfopoietici tenutosi a Reggio Emilia il 23 giugno 2010

 

All'iniziativa formativa di Reggio hanno partecipato 31 operatori di vari Registri Tumori italiani. Dall’interessante discussione nata durante il corso, sono emerse alcune problematiche sulla modalità di registrazione delle patologie emolinfopoietiche, sull’eterogeneità delle fonti informative dalle quali i registri attingono informazioni, sull’accuratezza e completezza dei dati prodotti e sull’utilità che questi ultimi hanno per i clinici.

Alcuni spunti di riflessione

Registrazione: i flussi di anatomia sono critici ed eterogenei tra i vari centri, i flussi SDO/MORTALITA’ sono poco affidabili per questo tipo di patologia (es. vi sono bias di codifica della mortalità), i centri di ematologia non sempre sono presenti nelle piccole realtà e sono di eccellenza solo nei grandi centri con conseguente disomogeneità dei criteri diagnostici di per sé già estremamente complessi. Esiste quindi un’eterogeneità di fonti tra registri e tra operatori entro registri.

Classificazione: esiste una continua revisione della classificazione ufficiale dei tumori emolinfopoietici e al momento la più recente e aggiornata è quella WHO 2008. La maggior parte della nomenclatura di queste patologie è rimasta invariata, ma sono profondamente mutati i criteri diagnostici molecolari dai quali dipende proprio la codifica e di conseguenza anche la terapia target (quando esiste). Risulta già difficile per gli ematologi e i patologi classificare alcune tipologie di malattie emolinfopoietiche, a volte c’è bisogno di lunghi periodi di follow-up anche solo per arrivare a una diagnosi il più precisa possibile. I registri tumori in questo senso sono ancora più in difficoltà, dovendo registrare con codici ICD-O3 che non sono in linea con la classificazione WHO utilizzata dai clinici (bias di transcodifica).

Utilità per i clinici: i dati dei registri tumori contengono numerosi casi codificati come linfoma non altrimenti specificato (NAS) e quindi per il momento inutilizzabili da parte dei clinici. Non sarebbe corretto fare analisi di sopravvivenza per istotipo, stadio, per area geografica e periodo in quanto vi sarebbero delle differenze che non sapremmo attribuire alla clinica, alla classificazione o a entrambe. Esiste inoltre il problema della classificazione dei tumori multipli, di quelli borderline e dell'attribuzione di una corretta data di incidenza.
Dalla discussione finale sono emerse proposte e idee che verranno sviluppate nei prossimi mesi dalla Commissione Formazione e presentate ai soci.

 Le diapositive del corso saranno disponibili a breve sul sito dell'Airtum.