Atlante del cancro nelle regioni alpine

14 registri di Italia, Austria, Svizzera e Slovenia hanno realizzato l'Atlante del cancro nelle regioni alpine

Bolzano, maggio 2010. E' stata pubblicata la seconda edizione della mappatura dei tumori nelle regioni alpine.

Al progetto hanno partecipato 14 Registri Tumori dislocati in Austria, Italia, Svizzera e Slovenia. L’area in studio comprende una popolazione di più di 6 milioni di abitanti suddivisa in 219 unità geografiche, con una popolazione mediana di 19.383 persone.
Sono state considerate le 12 sedi tumorali, o gruppi di sedi, più importanti.
In questa nuova edizione dell’Atlante del Cancro nelle Regioni Alpine sono stati analizzati i tassi di incidenza e di mortalità del periodo 2001-2005.
Lo studio rappresenta la continuazione di un precedente Atlante del cancro nelle regioni alpine, relativo agli anni 1996-2000.

Risultati per i maschi

Considerando il complesso delle sedi tumorali, esclusi i tumori cutanei non melanotici e quelli della prostata, si osserva un gradiente di aumento dell’incidenza che, da bassi valori in Austria e Svizzera, passa a valori elevati in Italia (tranne Trentino e Alto Adige) e Slovenia. Tale gradiente è più marcato per la mortalità che per l’incidenza, per la quale si nota solo un contenuto eccesso di rischio in Slovenia.
Per i tumori di testa e collo, laringe ed esofago, si osservano rischi elevati nelle regioni italiane e, meno pronunciati, nelle zone orientali della Slovenia. Per il cancro dello stomaco, si riscontra un eccesso di rischio in Slovenia e in alcune parti del Tirolo, Alto Adige, Trentino e Sondrio, e un rischio inferiore nelle aree svizzere.
Per i tumori colo-rettali, l’eccesso di rischio si presenta in Slovenia e riguarda soprattutto la mortalità. Il rischio per i tumori del fegato è eccedente nelle aree italiane e nel Canton Ticino; per bronchi e polmone, il rischio di cancro è superiore nelle zone italiane (esclusi Alto Adige e Trentino) e, in misura più marcata, in Slovenia.
Per i tumori della prostata, si notano alti tassi d’incidenza in Austria e un eccesso di mortalità in Slovenia; per il cancro della vescica, si riscontra un'eccedenza di mortalità nelle aree italiane (tranne il Alto Adige) e in Slovenia.
Per linfomi, mielome e leucemie, gli eccessi di rischio sono modesti, e il confronto tra incidenza e mortalità fornisce un quadro non coerente.

Risultati per le femmine

A parte un lieve eccesso di mortalità per tutti i tumori che si registra in Slovenia, non si notano complessivamente forti variazioni geografiche. In generale, l’entità dell’eccesso di rischio per l’incidenza è inferiore rispetto ai maschi.
Per i tumori della testa e collo, laringe ed esofago, si osservano rischi eccedenti a Sondrio, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia (specialmente per la mortalità); per il cancro dello stomaco, i rischi maggiori si riscontrano in Tirolo, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e nelle zone orientali della Slovenia.
I tumori colo-rettali mostrano mortalità più elevata in Slovenia, mentre rischi eccedenti si riscontrano per il cancro del fegato in Italia, soprattutto in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia; il tumore del polmone presenta alcuni eccessi di rischio in Tirolo, Veneto e alcune zone della Slovenia.
Si osservano contenuti eccessi di rischio per l’incidenza dei tumori mammari, senza corrispondenza nella mortalità, attribuibili, probabilmente a differenze nella diffusione e adesione allo screening mammografico. Per il cancro del collo dell’utero, si nota un rischio superiore in aree del Tirolo orientale, Carinzia e Slovenia, in un quadro coerente tra incidenza e mortalità; per il corpo dell’utero, l’eccesso di rischio di cancro riguarda la Slovenia e la Svizzera (principalmente la mortalità), mentre per il cancro dell’ovaio si osserva qualche lieve eccesso solo in alcune zone del salisburghese.
Per i tumori della vescica l’incidenza è elevata in Veneto, in alcune zone orientali del Trentino e in Carinzia, ma non vi è eccedenza di mortalità; perciò le differenze potrebbero essere dovute a differenze nelle pratiche diagnostiche e/o di registrazione.
Analoga spiegazione potrebbe valere per gli eccessi d’incidenza tra i linfomi, mielome e leucemie, riscontrabili in alcune aree svizzere, per i quali non si notano corrispondenti eccedenze di mortalità.

Che fare?

Rischi elevati si osservano in diverse parti della regione in studio, tuttavia le sedi tumorali coinvolte sono differenti: di questa circostanza si è tenuto conto anche nelle successive raccomandazioni.
In Italia, si osservano rischi elevati principalmente per i tumori delle prime vie aero-digestive ed esofago, del fegato e della vescica. I tumori di tutte queste sedi sono correlati con l’abitudine al fumo e alle bevande alcoliche, per cui la nostra indicazione è di intensificare le azioni, già adottate, per ridurre il fumo ed il consumo di alcolici, nelle regioni alpine.
In Slovenia, il problema principale è l’alta mortalità, che si dovrebbe poter ridurre con miglioramenti negli screening e nelle procedure diagnostiche e terapeutiche.
In Austria, i rischi elevati riguardano il tumori della cervice uterina e dello stomaco. Per i primi, è risaputo che tanto l’incidenza quanto la mortalità possono essere efficacemente ridotti da programmi di screening ben organizzati; per i secondi, la scelta migliore appare quella di svolgere azioni di prevenzione primaria, per la promozione di una dieta sana.
In Svizzera, per la maggior parte delle sedi la situazione appare abbastanza positiva, e si riscontra solo un rischio moderatamente superiore per il cancro del corpo dell’utero.

Il testo è tratto da pp.29-30 dell'Atlante del cancro nelle regioni alpine

Scarica gratuitamente l'Atlante del cancro nelle regioni alpine (2001-2005)
Precedente edizione dell'Atlante del cancro nelle regioni alpine (1996-2000)

La redazione, 2 luglio 2010