Resoconto Convegno di Catanzaro

Workshop di Catanzaro: un approccio originale che si inscrive nel quadro delle esperienze europee più avanzate di epidemiologia ambientale

Il convegno che ha avuto luogo nella Sala Consiliare “A.Ferrara” della Provincia di Catanzaro lo scorso 16 marzo 2011 dedicato al Monitoraggio dello stato di salute delle popolazioni residenti in siti contaminati: approcci metodologici e scenari di sinergia tra l’Associazione italiana registri tumori e l’ Istituto superiore di sanità, ha riscosso un notevole successo. L’evento ha visto la partecipazione di medici provenienti da tutta la regione, oncologi, dirigenti ARPACAL ingegneri e biologi (circa 150 partecipanti), che hanno mostrato vivo interesse per le relazioni presentate. Il convegno è stato seguito anche da numerosi operatori via web, grazie alla trasmissione in diretta dell’incontro sul sito dell’AIRTUM.

Con questa iniziativa si ritiene di aver raggiunto non solo l’obiettivo prefissato di sollecitare l’interesse pubblico sugli argomenti trattati, ma anche di avere dimostrato ai decisori di politica sanitaria la grande importanza di utilizzare dati epidemiologici affidabili e di alta qualità per interventi sanitari oculati.

In effetti, l’iniziativa di Catanzaro ha fatto di più. Non solo ha dimostrato che i dati di incidenza, sopravvivenza e prevalenza (prodotti naturali della registrazione dei tumori) sono fondamentali per una buona pianificazione sanitaria, ma ha aggiunto un tassello importante: i Registri servono anche per la pianificazione degli interventi di prevenzione e di bonifica dei territori inquinati.

L’irrompere della questione ambientale sulla scena del nostro Paese, non più limitata ad alcuni eventi isolati per quanto rilevanti, ha reso necessaria una mappatura formalizzata, con appositi decreti ministeriali, della presenza di «siti contaminati» sul territorio nazionale, definiti e caratterizzati sulla base di specifici criteri.

Ci si chiede, quindi, quale impatto abbiano questi siti contaminati sulla salute delle popolazioni residenti. Quanto si estende il loro raggio di azione. Hanno lasciato cicatrici o ferite da rimarginare? Secondo quali priorità è opportuno orientare le risorse destinate alle bonifiche che appaiono sempre più limitate?

Per rispondere a questi interrogativi, e quindi per indirizzare scientificamente ma anche economicamente il “che fare”, si è reso necessario elaborare un metodo omogeneo di indagine e di valutazione applicabile a qualsiasi sito contaminato.

E’ proprio questo metodo che è stato messo a punto nel Convegno di Catanzaro, integrando quanto già sistematizzato dal progetto SENTIERI dell’Istituto superiore di sanità con la banca dati e le competenze dell’Associazione italiana dei registri tumori. Si è dato vita ad un gruppo di lavoro congiunto ISS-AIRTUM che dovrà stendere ed attuare un importante progetto di lavoro per la prevenzione primaria. Un approccio originale che si inscrive nel quadro delle esperienze europee più avanzate di epidemiologia ambientale.

E non è finita qui. Durante il workshop è stata ufficialmente presentata la monografia «I Tumori in Provincia di Catanzaro» prodotta dal Registro Tumori di Catanzaro che, per primo in Calabria, ha ricevuto l’accreditamento da parte dell’AIRTUM e si appresta ad offrire un importante contributo alla sorveglianza epidemiologica regionale.

Stimolante, infine, è risultata la Tavola Rotonda, in cui alcuni giornalisti della stampa locale sono stati sapientemente indirizzati da Luca Carra, dell’Agenzia di giornalismo scientifico Zadig, ad esporre la loro esperienza in campo di comunicazioni alla popolazione su problematiche sanitarie anche correlate a fattori di rischio ambientali. Si è concordato sulla necessità di predisporre momenti di formazione specifica su argomenti sanitari, che consolidino le basi scientifiche dei giornalisti interessati ed offrano la consapevolezza delle fonti informative da ricercare per un’adeguata informazione alla popolazione.

A. Sutera, P. Ricci, aprile 2011