Sintesi dei primi dati Eurocare 5 HR

Il progetto EUROCARE-5 ha diffuso i primi dati sulla sopravvivenza per tumore della mammella e del colon retto, evidenziando differenze geografiche.

Dicembre 2012: viene identificata nello stadio avanzato alla diagnosi la causa principale della più bassa sopravvivenza dei pazienti oncologici nelle regioni del Sud Italia rispetto a quelle del Centro Nord. La migliore prognosi registrata nelle regioni settentrionali è associata sia a una maggiore presenza di programmi di screening organizzato, sia alla maggiore adesione a linee guida di trattamento.

EUROCARE utilizza i dati dei Registri tumori per migliorare l'aspettativa di vita e la cura dei pazienti affetti dal cancro e continua l'attività di analisi e comparazione dati sulla sopravvivenza in Europa.
Visita il sito del progetto

La sopravvivenza dei pazienti oncologici in Italia è pari e, per alcuni tipi di tumore, superiore alla media europea, tuttavia si registrano forti diseguaglianze tra le diverse regioni italiane, in particolare tra le regioni del Centro Nord e quelle del Sud. Complessivamente, la sopravvivenza per tumore della mammella a 5 anni  è dell'87%, ma con valori vicini all’89% nel Centro-Nord e all'85% nel Sud.

La variabilità geografica nella sopravvivenza dei pazienti oncologici rilevata in Italia riflette le differenze nell’adesione alle procedure diagnostico-terapeutiche la cui efficacia è riconosciuta da protocolli e studi internazionali.

Il progetto EUROCARE, che dall’inizio degli anni ’90 raccoglie e analizza sistematicamente la sopravvivenza e la cura dei pazienti oncologici in Europa, ha confrontato, attraverso studi ad ‘alta risoluzione’, le procedure diagnostiche e terapeutiche utilizzate per i malati di tumore nelle diverse aree italiane. Tali studi prevedono la raccolta di informazioni cliniche quali le modalità di diagnosi, lo stadio del tumore e l’età alla diagnosi e il tipo di trattamento praticato, su un campione casuale estratto dalla banca dati dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) tra i casi diagnosticati dal 2003 al 2005. Per ogni tumore preso in esame, lo studio ha individuato un indicatore di diagnosi e trattamento raccomandato dalle linee guida dell’ESMO (European Society for Medical Oncology): trattamento chirurgico conservativo associato a radioterapia per le pazienti con diagnosi di carcinoma mammario in stadio I;  chemioterapia adjuvante associata a chirurgia per pazienti con tumore del colon in stadio Dukes C; intervento chirurgico con intento curativo per i pazienti con tumore polmonare in stadio I; biopsia su linfonodo sentinella per i pazienti con melanoma di spessore  ≥ 1mm.

Tumori della mammella

I dati raccolti da 14 Registri Tumori ci dicono che al Nord il 45% dei tumori della mammella viene diagnosticato a uno stadio precoce, al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa  dove sono frequenti i casi con metastasi alla diagnosi. Anche l’adesione a trattamenti standard mostra differenze tra le  aree italiane prese in esame:  nel 2003-2005 la chirurgia conservativa  associata a radioterapia veniva eseguita nel  52% delle pazienti a Modena, ma solo nel 36-37% delle pazienti a Napoli e Sassari; l’esame del linfonodo sentinella veniva  praticato in più della metà delle pazienti a Modena, Biella e Romagna, ma in proporzioni molto minori nelle aree di Sassari, Napoli, Palermo e Ragusa. In sintesi, la probabilità che una donna colpita da tumore al seno residente a Napoli o Sassari venga trattata con modalità conservative è del 30-40% inferiore alla media italiana complessiva, a parità di età e stadio alla diagnosi ed è significativamente inferiore nelle pazienti anziane rispetto a quelle più giovani, a parità di registro e stadio. La probabilità di venire trattate con modalità conservativa, inoltre, diminuisce significativamente con l’avanzare dello stadio alla diagnosi.

Tumori del colon-retto

Per il tumore del colon-retto si registrano analoghe differenze geografiche riscontrate per il tumore della mammella: le percentuali delle diagnosi fatte a uno stadio precoce del tumore  sono  più  basse  nei  registri  di  Sassari  e  Napoli  (rispettivamente  12%  e  10%)  dove  si rilevavano  anche  i  valori  più  elevati  di  casi  con   metastasi  alla  diagnosi.  Nei  registri  di  Napoli e  Ragusa, inoltre,  si  rilevano  elevate percentuali di casi con stadio non noto. Spesso la mancanza di informazioni  cliniche dei registri del Sud è dovuta a disorganizzazione e  frammentazione  dei  percorsi  diagnostico  terapeutici dei pazienti  oncologici.  Per il colon-retto come per la mammella,  la migliore prognosi registrata nelle regioni del Centro Nord rispetto a quelle del Sud è quindi da attribuire alla diagnosi in stadio precoce,  a una maggiore adesione a standard diagnostico terapeutici  e a una maggiore presenza di programmi di screening organizzato.

Tumori del polmone

L’utilizzo dell’intervento chirurgico curativo nei pazienti con tumore polmonare in stadio I,  rispetto alla media italiana  risulta significativamente più alta nel RT della Romagna e significativamente più bassa nel RT di Biella, riflettendo l’andamento della sopravvivenza a 3 anni registrata in queste aree: più alta nella prima e più bassa nella seconda.

Melanomi

Infine, per il melanoma cutaneo, più della metà dei pazienti con tumore di spessore  ≥  1 mm ha eseguito il linfonodo sentinella, con valori più alti a Reggio Emilia e più bassi a Ragusa.

L’adesione a standard internazionali

L’adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali, quindi,  è in generale soddisfacente al Centro-Nord e meno diffusa al Sud. Per il tumore della mammella, l'insufficiente applicazione di linee guida nelle aree di Sassari e Napoli è attribuibile non solo alla scarsa disponibilità di strutture radioterapiche (che quindi induce il chirurgo ad effettuare trattamenti più radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali anche in assenza di radioterapia), ma anche a un  insufficiente aggiornamento professionale e alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici. La scarsa applicazione di trattamenti chirurgici conservativi non influenza la sopravvivenza delle pazienti con tumore della mammella (l’Italia è uno dei paesi a più alta sopravvivenza in Europa), ma comporta notevoli ripercussioni in termini di qualità della vita ed effetti collaterali. La più omogenea applicazione di trattamento adiuvante nel tumore del colon in stadio III riflette una buona conoscenza delle linee guida, ma anche una maggiore facilità di somministrazione del trattamento che non necessita di strutture radioterapiche; in questo caso il trattamento migliora la sopravvivenza dei pazienti. La scarsa applicazione del  trattamento chirurgico nei tumori polmonari in stadio I a Biella, in contrasto con un’adeguata adesione alle linee guida nell’area della Romagna rispecchiano , rispettivamente,  la mancanza di strutture per la chirurgia toracica nell’area di Biella e una soddisfacente organizzazione delle strutture oncologiche presenti in Romagna. 

In conclusione

In conclusione, lo studio suggerisce che le disuguaglianze nella sopravvivenza dei pazienti oncologici, tuttora presenti in Italia, siano in larga parte motivate da disuguaglianze nella disponibilità di risorse e strutture sanitarie per il trattamento di pazienti oncologici, dalla disomogenea presenza dei programmi di screening e da una scarsa diffusione delle linee guida per diagnosi e trattamento. Queste disuguaglianze condizionano la migrazione dei pazienti del Sud verso le strutture sanitarie presenti nelle regioni del Centro-Nord.

Fonti

Cancer Epidemiol. 2012 Dec;36(6):541-7. Regional inequalities in cancer care persist in Italy and can influence survival.

Tumori. 2012 Mar-Apr;98(2):204-9. doi: 10.1700/1088.11930.Differences in stage and treatment of breast cancer across Italy point to inequalities in access to and availability of proper care. Minicozzi P et al.

Tumori. Looking at differences in stage and treatment of  colorectal  cancers  across Italy: a EUROCARE-5 High Resolution study.  Minicozzi P et al. IN PRESS

Leggi l'aggiornamento degli studi Eurocare al 2010

Aggiornamento dicembre 2012
a cura di Milena Sant
per corrispondenza: Milena.Sant@istitutotumori.mi.it