Aggiornamento dello studio EUROCARE 5

Dicembre 2012, primi risultati degli studi EUROCARE ad alta risoluzione in Italia sulla sopravvivenza. Su Cancer Epidemiology i nuovi risultati.

Pubblicati i nuovi risultati dello studio ad alta risoluzione EUROCARE 5 Italia sull’adesione alle linee guida internazionali di diagnosi e trattamento dei tumori nelle diverse regioni italiane. EUROCARE utilizza i dati dei Registri tumori per migliorare l'aspettativa di vita e la cura dei pazienti affetti dal cancro e continua l'attività di analisi e comparazione dati sulla sopravvivenza in Europa.
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Differenze regionali nell’adesione alle linee guida cliniche internazionali

La variabilità geografica nella sopravvivenza dei pazienti oncologici rilevata in Italia è strettamente influenzata dalle indagini diagnostiche e dal tipo di trattamento utilizzati. Lo studio ad alta risoluzione EUROCARE 5-Italia evidenzia una notevole disomogeneità all’interno del paese nell’adesione a procedure diagnostico-terapeutiche la cui efficacia è riconosciuta da protocolli e studi internazionali. Lo studio  ha individuato, per ogni tumore preso in esame, un indicatore di diagnosi e trattamento raccomandato dalle linee guida dell’ESMO (European Society for Medical Oncology): trattamento chirurgico conservativo associato a radioterapia per le pazienti con diagnosi di carcinoma mammario in stadio I;  chemioterapia adjuvante associata a chirurgia per pazienti con tumore del colon in stadio Dukes C; intervento chirurgico con intento curativo per i pazienti con tumore polmonare in stadio I; biopsia su linfonodo sentinella per i pazienti con melanoma di spessore  ≥ 1mm.

Risultati

 I risultati dello studio, pubblicati su Cancer Epidemiology, hanno evidenziato sostanziali disuguaglianze regionali nell’applicazione di queste procedure “standard”.  I dati raccolti da 14 Registri Tumori hanno confermato, per il tumore della mammella e del colon, i precedenti risultati dello studio:  la frequenza di trattamento chirurgico conservativo associato a radioterapia nei tumori della mammella in stadio I risulta significativamente più bassa della media italiana nelle aree dei RT di Sassari e Napoli, mentre non si rilevano differenze significative  fra  aree per quanto riguarda la chemioterapia adjuvante nei tumori del colon in stadio Dukes C. Vi è invece una notevole variabilità nella frequenza di intervento chirurgico curativo nei pazienti con tumore polmonare in stadio I, che – rispetto alla media italiana-  risulta significativamente più alta nel RT della Romagna e significativamente più bassa nel RT di Biella, riflettendo l’andamento della sopravvivenza a 3 anni registrata in queste aree: più alta nella prima e più bassa nella seconda. Infine, per il melanoma cutaneo, più della metà dei pazienti con tumore di spessore  ≥  1 mm ha eseguito il linfonodo sentinella, con valori più alti a Reggio Emilia e più bassi a Ragusa.

Conclusioni

L’adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali è in generale soddisfacente al Centro-Nord e meno diffusa al Sud. Per il tumore della mammella, la insufficiente applicazione di linee guida nelle aree di Sassari e Napoli è attribuibile non solo alla scarsa disponibilità di strutture radioterapiche (che quindi induce il chirurgo ad effettuare trattamenti più radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali anche in assenza di radioterapia), ma anche a un  insufficiente aggiornamento professionale e alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici. La scarsa applicazione di trattamenti chirurgici conservativi non influenza la sopravvivenza delle pazienti con tumore della mammella (l’Italia è uno dei paesi a più alta sopravvivenza in Europa), ma comporta notevoli ripercussioni in termini di qualità della vita ed effetti collaterali. La più omogenea applicazione di trattamento adiuvante nel tumore del colon in stadio III riflette una buona conoscenza delle linee guida, ma anche una maggiore facilità di somministrazione del trattamento che non necessita di strutture radioterapiche. In questo caso il trattamento migliora la sopravvivenza e la adesione a linee guida è positivamente associata alla sopravvivenza per tumore maligno del colon in Italia    La scarsa frequenza di trattamento chirurgico nei tumori polmonari in stadio I a Biella, in contrasto con un’adeguata adesione a linee guida nell’area della Romagna rispecchiano , rispettivamente,  la mancanza di strutture per la chirurgia toracica nell’area di Biella e una soddisfacente organizzazione delle strutture oncologiche presenti in Romagna. 

In conclusione, lo studio suggerisce che le disuguaglianze nella sopravvivenza dei pazienti oncologici, tuttora presenti all’interno dell’Italia, siano in larga parte motivate da disuguaglianze nella disponibilità di risorse e strutture sanitarie per il trattamento di pazienti oncologici, dalla disomogenea presenza dei programmi di screening e da una scarsa diffusione delle linee guida per diagnosi  trattamento. Queste disuguaglianze condizionano la migrazione dei pazienti del Sud verso le strutture sanitarie presenti nelle regioni del Centro-Nord.

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a cura di Milena Sant
per corrispondenza: Milena.Sant@istitutotumori.mi.it

Aggiornamento dicembre 2012

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