Focus sullo screening mammografico

Settimane dense per chi si occupa di screening mammografico: al centro dell’interesse, la comunicazione e l’estensione alle donne in premenopausa.

Il 25 settembre, nell’ambito del workshop “Screening mammografico: conoscenza scientifica, controversie e incertezze - La comunicazione per una decisione consapevole” organizzato all’interno del convegno annuale GISMa, è stato approvato un documento congiunto GISMa-ONS che prende posizione su una serie di questioni centrali come screening spontaneo, efficacia, sovradiagnosi, sovratrattamento e, anche, corretta comunicazione alle donne (http://www.osservatorionazionalescreening.it/; www.gisma.it).

Alla controversa questione riguardante l’estensione dello screening alle donne in premenopausa dedicherà invece ampio spazio il prossimo numero di Epidemiologia&Prevenzione (Epidemiol Prev 2013; 4-5) .

Per superare le ben note criticità connesse all’utilizzo della mammografia nelle donne sotto i 50 anni d’età (essenzialmente alti tassi di falsi positivi e di sovradiagnosi) da più parti si propone un approccio che tenga in debito conto le caratteristiche individuali di rischio. In altre parole, un approccio ritagliato su misura della singola donna, tailored in inglese. E infatti, Tailored Breast Screening Trial (TBST) si chiama lo studio italiano che ha lo scopo di valutare se un approccio personalizzato è in grado di garantire una riduzione dei possibili danni dello screening mantenendo pressoché invariata l’efficacia attesa, e di cui Epidemiologia&Prevenzione pubblica tre contributi in cui si riportano i risultati della valutazione di fattibilità condotta dal gruppo di lavoro TBST.

Il tema dell’approccio personalizzato è al cuore anche del documento approvato dalla Conferenza di Consenso svoltasi a Genova il 30 maggio scorso dal titolo “E’ opportuno differenziare le procedure di screening per carcinoma della mammella sulla base di specifici fattori di rischio?”, pubblicato sullo stesso numero di E&P.