HPV batte Pap test

Lo screening del tumore del collo dell’utero basato sul test per il virus HPV fornisce una protezione maggiore del 60-70% rispetto al Pap test.

Così conclude uno studio pubblicato su Lancet che ha analizzato gli esiti di 4 trial randomizzati controllati condotti in Europa (Swedescreen-Svezia, POBASCAM-Paesi Bassi, ARTISTIC-Gran Betagna, NTCC-Italia) e mirati al confronto tra lo screening condotto mediante l’analisi del DNA (test HPV) e quello citologico (Pap test), che già avevano suggerito una maggiore efficacia del test HPV.

Lo studio di Lancet, condotto dal Gruppo di lavoro internazionale sullo screening basato sul test HPV, ha approfondito le conclusioni dei 4 trial seguendo per 6,5 anni le circa 175.000 donne di età compresa tra 20 e 64 anni che avevano partecipato agli studi randomizzati. Lo scopo, indagare l’efficacia relativa dei due tipi di screening in termini di: capacità di prevenire cancri invasivi in donne che effettuano regolarmente test di screening; fattori (come l’età) che possono influenzare tale efficacia; durata della protezione.

L’analisi ha dimostrato che il test HPV è in grado di ridurre del 60-70% l’incidenza dei tumori invasivi del collo dell’utero rispetto al Pap test.

In base a questi risultati gli autori auspicano l’adozione dello screening con il test HPV a partire dall’età di 30 anni e l’estensione dell’intervallo di screening a 5 anni (contro i tre dello screening con Pap test).