2050: non si morirà più di cancro

Ambizioso l’obiettivo che alcuni ricercatori britannici proclamano raggiungibile: fra 35 anni nessuno morirà di cancro in Gran Bretagna.

Eccezion fatta per gli ultraottantenni, il raggiungimento dell’obiettivo mortalità zero per i tumori sarebbe solo questione di tempo. E’ quanto sostiene un gruppo di studiosi di due tra gli istituti più prestigiosi di Londra, l’University College e il Kings College nel rapporto «Overcoming cancer in the 21st century».

Concorrerebbero a lastricare la strada verso il successo i progressi nel campo delle tecniche diagnostiche, il declino della popolazione di tabagisti e i continui miglioramenti dei trattamenti farmacologici e chirurgici. «Dal 1990 a oggi questi elementi hanno contribuito a far diminuire il tasso di mortalità oncologica dell11% l’anno, una tendenza che non può che guadagnare vigore in futuro» sostengono gli autori.

A patto, però, che si aumentino i finanziamenti per la cura del cancro e che si abbandoni l’idea (recentemente circolata Oltremanica) di razionare nuovi e promettenti terapie per mancanza di fondi.

E in Italia? Anche nella Penisola si sta assistendo da anni a un diminuzione della mortalità per tumore nei soggetti di età inferiore a 80 anni. Con un trend in riduzione è sempre possibile ipotizzare che – in condizioni costanti – prima o poi la retta intercetterà il valore zero. Ma, precisa Emanuele Crocetti, segretario AIRTUM, «le proiezioni sono fatte su un modello di popolazione che non tiene conto dell’invecchiamento dei cittadini. E c’è da aspettarsi che nel 2050 gli anziani (anche quelli al di sotto di 80 anni) saranno molti più di oggi. Se si pensa che la mortalità per cancro aumenta con il passare dell’età, forse l’obiettivo mortalità zero è un po’ troppo ambizioso».