Registri tumori infantili in Europa

Tutti i Paesi europei dovrebbero dotarsi di un Registro tumori infantile su base nazionale.

E’ l’auspicio degli autori di un lavoro pubblicato sullo European Journal of Cancer (doi: 10.1016/j.ejca.2015.03.009).

«Benché il cancro sia relativamente raro nell’infanzia, il suo contributo all’aumento della mortalità infantile e  alla perdita di anni di vita è considerevole», afferma Eva Seteliarova-Foucher, della International Agency for Research on Cancer (IARC), prima autrice dello studio. «Il fatto è che per condurre studi significativi su malattie così rare occorre riferirsi a popolazioni molto ampie. Per questo abbiamo voluto condurre una ricognizione sulla copertura offerta dai Registri tumori nei Paesi europei».

Sono stati censiti più di 200 Registri tumori, in varie fasi di sviluppo, in grado di raccogliere dati sui tumori infantili nel Continente, che coprono l’83% della popolazione infantile nei paesi dall’Unione europea (il 52% di quella compresa nella Regione europea dell’OMS). Più dell’80% di questa copertura è assicurata da una raccolta di dati su base nazionale, un’attività che si sta espandendo nei 29 Paesi dell’UE, ma l’obiettivo del 98% non è lontano. 

«Confrontati con la registrazione su base regionale, i registri tumori nazionali hanno un migliore rapporto costo-efficacia, collezionano un maggior numero di casi, e per questo possono produrre dati più completi, offrire stime di incidenza e sopravvivenza meno soggette a errori, e così fornire solide basi per la ricerca, la pratica clinica e le politiche di salute pubblica. Per questo la registrazione nazionale dei tumori infantili dovrebbe essere la regola in Europa».