Ormoni in menopausa nemici delle ovaie

Una nuova metanalisi conferma quanto si sospetta da tempo: la terapia ormonale sostitutiva aumenta il rischio di cancro ovarico.

La decisione di intraprendere il nuovo studio, pubblicato sulle pagine di Lancet, è del Collaborative group on epidemiological studies of ovarian cancers di Oxford. Lo scopo: dire una parola chiara su un argomento molto discusso da quando, all’inizio degli anni Duemila, il trial Women’s Health Initiative ha per primo evidenziato il possibile rapporto tra terapia ormonale sostitutiva (TOS) e aumento del rischio di cancro ovarico.

Secondo gli autori, infatti, metà degli studi epidemiologici che trattano del rapporto tra terapia ormonale sostitutiva e tumore ovarico non vengono pubblicati, e alcuni studi retrospettivi potrebbero essere affetti da bias di selezione. «Con questo studio» dicono nell’introduzione «abbiamo voluto determinare, con il minimo errore, il rapporto tra terapia ormonale e rischio di cancro ovarico».

Analizzando i dati relativi alle partecipanti a 52 studi epidemiologici (per un totale di oltre 21.000 donne in post menopausa con diagnosi di tumore ovarico), i ricercatori hanno scoperto che per quelle che fanno (o hanno fatto) uso di TOS il rischio di tumore ovarico aumenta; che tale effetto è più alto, di circa il 40%, per le donne in terapia e che diminuisce man mano che passano gli anni dalla sospensione della TOS; che non ci sono differenze significative tra preparazioni a base di soli estrogeni o di estro-progestinici; che l’aumento di rischio riguarda i due tipi più comuni di tumore ovarico (sieroso e endometrioide).

Esiste un nesso causale? «Il fatto che il rischio di tumore ovarico sia massimo nelle pazienti che assumono attivamente la terapia ormonale, cali dopo la sua sospensione e vari in base alla tipologia tumorale, suggerisce con convinzione una correlazione causale» sostengono gli autori. Per tradurla in cifre, se ciò fosse vero significherebbe che il ricorso alla TOS intorno all’età 50 anni e il suo utilizzo per 5 anni sarebbe responsabile di un caso di tumore ovarico in più ogni mille utilizzatrici rispetto all’atteso e, se la prognosi è tipica, di una morte in più ogni 1.700 donne che hanno fatto ricorso alla TOS.