Vaccinazione anti-HPV per i maschi?

Dipende da diversi fattori, tra cui il livello di vaccinazione delle giovani donne e l’orientamento sessuale dei maschi.

Questa, in sintesi, la conclusione a cui è giunto uno studio olandese pubblicato sul BMJ online il 12 maggio (http://dx.doi.org/10.1136/bmj.h2016).

In diversi Paesi si sta spingendo per vaccinare contro l’HPV, oltre alle preadolescenti, anche i giovani maschi. I virus HPV, infatti, sono responsabili non solo del cancro del collo dell’utero (benché questo sia di gran lunga l’effetto più imponente), ma anche di tumori anogenitali e orofaringei, sia nei maschi, sia nelle ragazze. E’ dunque utile vaccinare anche i ragazzi? Dipende da diversi fattori, tra cui due sono particolarmente importanti: il livello di vaccinazione delle ragazze e l’orientamento sessuale dei maschi.

La vaccinazione delle giovani donne, infatti, potrebbe offrire una protezione indiretta ai ragazzi eterosessuali. «Ma questo avviene solo se si raggiunge un livello di copertura vaccinale vicino al 90% tra le femmine» sostiene Johannes Bogaards, della VU University Medical Centre di Amsterdam, Olanda, primo autore dello studio. «Per una copertura vicina al 60%, come quella che si registra oggi in Olanda tra le preadolescenti, i maschi rimangono esposti al rischio di contrarre tumori HPV correlati». Inoltre, questa protezione indiretta riguarda soprattutto i tumori orofaringei, non quelli anali, diffusi soprattutto tra i maschi omo- e bisessuali. Per questo motivo, secondo i ricercatori olandesi andrebbe considerato l’ampliamento dell’offerta vaccinale ai preadolescenti maschi. Cosa che l’Australia (finora unico Paese al mondo) ha già fatto, avviando una campagna finanziata dallo stato per la vaccinazione maschile.