VII Rapporto FAVO

Pubblicato il VII Rapporto della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia.

Presentato al Senato il 14 maggio scorso, in occasione della X Giornata nazionale del malato oncologico, il Rapporto (http://www.favo.it/settimo-rapporto.html) sottolinea come, a fronte di un aumento del numero di malati oncologici e, fortunatamente, anche della loro sopravvivenza (come già evidenziato dal Rapporto AIRTUM 2014), rimanga «trascurata sia la fase di riabilitazione post-trattamento acuto, sia quella che segue alla remissione totale», perché la riabilitazione oncologica oggi viene inclusa all’interno di altre tipologie riabilitative. «Ma il tumore» rileva Elisabetta Iannelli, segretario FAVO «è una malattia con caratteristiche a sé stanti, con bisogni riabilitativi specifici». Le associazioni di volontariato chiedono perciò che sia riconosciuta la specificità della riabilitazione oncologica e che questa sia inserita nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e quindi supportata dal SSN, perché le famiglie non debbano più farsi carico delle spese che il processo riabilitativo richiede.

Ma non solo. Il Rapporto denuncia la persistenza di differenze di trattamento tra le diverse Regioni e di un numero troppo elevato di strutture che operano al di sotto degli standard di appropriatezza (per esempio, per quanto riguarda il volume di attività, fattore cruciale per la sopravvivenza dopo un intervento chirurgico). Un problema che va affrontato con la costituzione delle Reti oncologiche regionali, «per ora realizzate compiutamente solo in Lombardia, Piemonte e Toscana», come rimarca Francesco De Lorenzo, presidente FAVO.