Scienziati e cittadini alleati nella difesa della salute pubblica

Un’alleanza possibile e vincente, come ha dimostrato Kathleen Ruff ripercorrendo la storia della battaglia contro l’estrazione e l’esportazione dell’amianto condotta nel suo Paese, il Canada.

Questo è stato il tema centrale affrontato durante il seminario “Responsabilità della scienza e protezione della salute pubblica” svoltosi sabato 9 maggio a Venezia e organizzato dalla Fondazione Vittime dell’amianto “Bepi Ferro” di Padova e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

L’attivista canadese, editor del Canadian Human Rights Reporter e fondatrice del sito web RightOnCanada.ca, ha spiegato come il movimento contro l’amianto nel suo Paese si sia sviluppato con un effetto valanga: innescato da due medici che non hanno avuto timore di sfidare l’industria amiantifera e il governo che la sosteneva, il movimento ha man mano raccolto l’adesione di altri 15 medici, poi della Cancer society e di altre associazioni mediche, organizzazioni della società civile, fino a coinvolgere la televisione pubblica.

Questo successo è stato reso possibile dalla profonda consapevolezza del ruolo centrale di una scienza “indipendente, trasparente e responsabile”, una scienza che, come sottolinea Ruff, è però da tempo “sotto attacco” da parte di interessi forti (“vested interests”) che si celano persino nei finanziamenti ad attività di ricerca nelle università e ad agenzie internazionali, finanche l’OMS. «Le industrie» incalza l’attivista canadese «spendono milioni di dollari con un obiettivo ben preciso: comprare la scienza, come esemplificato dal ruolo di Exponent nella vicenda ILVA di Taranto». Per questo gli scienziati devono stare in allerta e attrezzarsi per rivendicare e tutelare l’indipendenza, la trasparenza e la responsabilità del lavoro scientifico, consci del ruolo che una scienza autorevole e indipendente può svolgere nelle politiche di sanità pubblica, contrastando la disinformazione diffusa dall’industria e agendo invece per richiedere l’adozione di misure basate sulle prove scientifiche.

Ma questi scienziati, avverte Ruff, non devono essere lasciati soli: la società civile e i giornalisti hanno il compito di sostenerli. Per isolare tutti coloro, alcuni anche ammantandosi del titolo di scienziato, che distorcono le prove scientifiche per piegarle agli interessi di chi non ha certo come obiettivo la tutela della salute pubblica. Proprio come è accaduto in Canada dove, dopo anni di campagna, il governo centrale e quello del Quebec (che ospita le più grandi miniere di amianto) hanno smesso di sostenere l’industria amiantifera decretando così, dal 2012, la fine dell’estrazione e dell’esportazione di questo materiale.