Abruzzo: gli screening stentano

I residenti della provincia de L’Aquila sembrano restii ad accettare gli screening: solo 1 su 5 risponde all’invito dell’ASL.

Un anno fa l’ASL1 (Avezzano-Sulmona-L’Aquila) ha lanciato una campagna di screening per i tumori del collo dell’utero, del colon-retto e della mammella inviando oltre 60.000 lettere di invito. Ma solo poco più di 13.000 cittadini si sono recati effettivamente nelle strutture indicate per effettuare i test.

La maglia nera va allo screening del colon retto, con un risicato 15% di risposte positive (4.291 esami effettuati su oltre 28.000 inviti spediti ai cittadini di età tra i 50 e i 69 anni). Vanno meglio le donne. La percentuale di adesione infatti supera il 25% per lo screening del tumore del seno (3.079 donne 50-69enni si sono sottoposte al test su 12.061 invitate) e sfiora il 30% nel caso del cervicocarcinoma (5.915 su quasi 20.000 inviati a donne tra i 25 e i 64 anni).

Ora l’ASL, che ha come obiettivo finale raggiungere oltre 200.000 persone e per questo ha potenziato la dotazione tecnologica dei tre ospedali di Avezzano, Sulmona e L’Aquila con nuovi mammografi e un ecografo tri-quadridimensionale, sta cercando di raggiungere telefonicamente i propri assistiti per sottolineare l’importanza della prevenzione primaria e ribadire l’invito a sottoporsi ai test. (http://www.asl1abruzzo.it/)