Carne e cancro

Per la carne rossa non lavorata, invece, ci sono meno certezze, ed è perciò stata posta nel gruppo IIA (probabile cancerogeno per gli esseri umani).

La notizia, come c’era da attendersi, ha sollevato un gran vespaio. E non solo da parte di economisti preoccupati per le possibili ricadute sul PIL, allevatori e produttori di insaccati e prosciutti. Dalla diffusione, lunedì 27 ottobre, del comunicato stampa che ha annunciato la pubblicazione su Lancet oncology della sintesi della monografia (che sarà disponibile nella sua versione integrale a partire dalla seconda metà del 2016), si sono susseguite prese di posizioni e chiarimenti: il 30 ottobre il ministro della salute Lorenzin parla di «allarme ingiustificato», mentre il suo collega Martina (politiche agricole) sostiene che per evitare guai alla salute «Basta seguire una dieta corretta».

Gli stessi alti dirigenti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione sono intervenuti per chiarire come il rischio cancro posto dal mangiare carni rosse lavorate, sebbene basso a livello individuale (molto inferiore a quello associato all’inquinamento atmosferico o al fumo) sia alto a livello globale, visto l’elevatissimo numero di persone che nel mondo mangiano carni lavorate e, quindi, sia significativo in termini di salute pubblica (Kurt Straif, direttore delle monografie IARC).

Christopher Wild, direttore dell’Agenzia di Lione, ha precisato che «i nuovi risultati confermano i consigli di ridurre i consumi di carne. E siccome la carne rossa ha un indubbio valore nutrizionale, l’obiettivo del documento è mettere nelle mani delle agenzie regolatorie gli strumenti per condurre valutazioni mirate a bilanciare i rischi e i benefici».

Quello dell’entità del rischio è un punto cruciale che differenzia le sostanze elencate nel Gruppo I della classificazione IARC, che sono sì tutte in grado di causare il cancro, ma con una “potenza” diversa: infatti, se le morti attribuibili ogni anno nel mondo a un alto consumo di carni lavorate sono 34.000, quelle causate dal tabacco sono un milione.

E poi, a differenza di quanto avviene con l’inquinamento atmosferico, l’amianto e il fumo di sigarette, un metodo per contrastare gli effetti negativi di una bistecca o di un piatto di salumi (come la formazione di nitrosammine cancerogene dai nitrati usati per la conservazione degli insaccati) c’è: accompagnarli con verdure e altri alimenti ricchi di fibre.

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